A Lecce basta rallentare di un passo per accorgersi che la città ha più livelli di lettura. Dietro portoni alti e consumati dal tempo, spesso anonimi dalla strada, si aprono spazi silenziosi che raccontano un’altra quotidianità. Le corti leccesi sono luoghi discreti, quasi timidi, che custodiscono storie di famiglie, abitudini condivise e gesti ripetuti per generazioni.
Entrarvi è come cambiare ritmo: il rumore dei passi si attenua, la luce si fa più morbida, l’aria conserva l’odore della pietra fresca e delle piante in vaso.
Un tempo, la corte non era solo uno spazio architettonico, ma il centro della vita domestica. Qui si stendeva il bucato, si riparavano gli attrezzi, si chiacchierava seduti su una sedia impagliata mentre il sole scaldava le pareti in pietra leccese.
Le voci rimbalzavano leggere, i bambini giocavano tra i gradini, le donne impastavano il pane all’ombra di un arco. Ogni corte era una piccola comunità, dove la vita privata e quella collettiva si intrecciavano senza confini netti.
Passeggiando nel centro storico di Lecce, soprattutto tra via Palmieri, via Libertini e le strade attorno al Duomo, capita di scorgere corti che sembrano ferme nel tempo.
Pozzi in pietra al centro dello spazio, scale esterne che portano ai piani superiori, balconi bassi con ringhiere lavorate a mano. I dettagli sono essenziali, mai ostentati, ma raccontano una cura profonda per lo spazio condiviso.
La luce entra dall’alto, disegna ombre morbide e accompagna il silenzio, rotto solo dal suono lontano delle campane o da una finestra che si apre piano.
Molte corti oggi sono ancora abitate, altre sono state restaurate con rispetto, mantenendo intatta la loro anima originaria. Alcune si aprono occasionalmente al pubblico, soprattutto durante eventi culturali o visite guidate, permettendo di scoprire una Lecce meno evidente, ma profondamente autentica.
Entrare in una corte significa entrare nella memoria urbana della città, osservare come lo spazio abbia modellato le relazioni e come, ancora oggi, continui a suggerire un modo più umano di abitare.
Le corti non chiedono attenzione, ma sanno ricompensare chi le nota. Sono luoghi da attraversare in punta di piedi, lasciandosi guidare dalla curiosità e dal rispetto. Raccontano una Lecce fatta di vicinanza, di tempo condiviso, di quotidianità semplice e concreta.
Un racconto silenzioso, inciso nella pietra e nei gesti di chi, per secoli, ha vissuto questi spazi come un’estensione della propria casa.
A pochi minuti dall’Eos Hotel puoi scoprire queste corti nascoste, lasciandoti sorprendere da una Lecce più intima, fatta di spazi segreti e storie che continuano a vivere oltre i portoni.
Viale Alfieri, 11 – 73100 Lecce
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